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La RIEDUCAZIONE NEUROMOTORIA per l’utilizzo corretto delle protesi

La Dottoressa Gerii di Fisio 4 vet, ci spiega cosa si intende per Rieducazione Neuromotoria e ci illustra i passaggi fondamentali.

A cura della Dott.ssa LAURA GERLI Medico Riabilitatore Veterinario. Fisio 4 vet

Dopo aver creato la protesi a misura per l’animale, ci si imbatte in un percorso di rieducazione neuromotoria importante, soprattutto se gli ausili vengono creati su animali giovani con malformazioni presenti dalla nascita. Questi animali, infatti, non hanno mai avuto un’idea di camminata corretta in quanto il loro spirito di adattamento ha cercato di compensare il loro deficit motorio.

Adattare gli ausili

Quando arriva da noi un cucciolo con malformazioni, cerchiamo di creare una protesi fin dalla giovane età, spiegando ai proprietari che presumibilmente con l’accrescimento muscoloscheletrico dell’animale sarà da adattare più spesso. Abbiamo notato, però, come intraprendere fin da cuccioli una rieducazione neuromotoria, porti l’animale a non organizzare tutti quegli atteggiamenti compensatori, difficili poi da eliminare. A volte invece, arrivano proprietari a cui è stato suggerito di aspettare l’età adulta per poter sottoporre il cane all’utilizzo della protesi, per non dover incorrere in rifacimenti dell’ausilio a causa dell’accrescimento del cucciolo. Questa situazione è vera, ma meno difficile da affrontare rispetto alla rieducazione neuromotoria di un cane adulto che ha cercato tutti gli adattamenti a lui più consoni per la sua quotidianità.

Come riabilitare i cuccioli…

Con la protesi su misura si chiede poi al cucciolo di camminare utilizzando l’appoggio corretto di tutte e quattro gli arti. Si cerca di trasmettergli fiducia e sicurezza affinchè utilizzi correttamente la protesi, evitando di saltellare o di spostare il peso corporeo su tre arti. Solitamente portiamo avanti questi esercizi attraverso stimoli positivi quali il gioco, oppure il cibo (facendo percorsi “a pollicino”) in modo che l’animale non corra ma cerchi la camminata lenta. La situazione migliore è sempre utilizzare e chiedere ai cuccioli di fare qualsiasi esercizio su superfici non scivolose. Ai piccoli piace trovare il giusto modo di collaborare e giocare, per questo motivo solitamente suggeriamo ai proprietari di fare un percorso di rieducazione neuromotoria insieme ad un fisioterapista veterinario. È importante poi continuare nella quotidianità gli esercizi stabiliti ed impostare delle sedute presso una struttura apposita con specialisti fisiatri e fisioterapisti veterinari, che porteranno avanti tutto l’iter per una veloce ripresa della normalità.

…e gli adulti

Quando invece l’animale a cui dobbiamo costruire su misura un ausilio è un cane adulto, che ha subito traumi importanti per cui necessita la presenza di una protesi, solitamente il ripristino della camminata ed il precorso di rieducazione neuromotoria risulta più semplice, in quanto l’anima-le ha già impostato una camminata con i quattro arti e quindi solitamente il recupero si velocizza ulteriormente. Ciò che viene effettuato a “Fisio4vet” è proprio il ripristino della normalità, che deve avvenire il più velocemente possibile. L’obiettivo è aiutare sia il cane ad affrontare passo dopo passo questo percorso a volte non sempre semplice e, contemporaneamente, supportare il proprietario in tutti i passaggi, in quanto essi stessi si trovano di fronte ad una situazione nuova e, molto spesso, a loro poco conosciuta.

Rieducazione motoria

La Rieducazione Motoria è, una terapia del movimento che mira a ripristinare la normale funzionalità muscolare, miofasciale, articolare e di coordinazione del movimento di un arto singolo e, di conseguenza, di tutto il corpo. Il principale obiettivo della riabilitazione risulta, pertanto, quello di ristabilire nel soggetto una condizione di salute, come “uno stato di completo benessere, fisico, psichico e sociale”.

Viene chiesto al paziente di lavorare accettando prima di tutto la presenza della protesi od ortesi su di sé in quanto, essendo un corpo estraneo, l’animale si deve abituare alla sua presenza, deve prenderci confidenza, facendolo diventare una vera parte del suo corpo. Al proprietario, invece, si richiede di avere particolare attenzione durante l’utilizzo della protesica. Gli ausili, infatti, potrebbero creare lesioni, arrossamenti ed escoriazioni sul moncone ed il cane inizierebbe a leccarsi ed interessarsi in modo importante della cute.

Si utilizzano percorsi propriocettivi, dove si chiede all’animale di lavorare sulla propriocezione, cioè di rendersi conto della corretta posizione delle sue zampe nello spazio. Si lavora sull’equilibrio e su un corretto sviluppo neuromotorio attraverso l’utilizzo di tavolette propriocettivi e per-corsi riabilitativi.

Inoltre, sempre in stretta collaborazione con il proprietario, si lavora con il tapis roulant in acqua in modo tale che l’anima-le crei un’andatura con un passo corretto e costante senza sovraccaricare e sovraffaticare articolazioni in accrescimento o che hanno subito traumi.

Successivamente si introducono esercizi sempre più complessi, per far sì che il cane acquisisca sempre più fiducia e abilità nell’utilizzo dell’ortesi: ad esempio si richiede all’animale di fare scalini o di superare ostacoli. Certamente la sfida maggiore è quella di riuscire a trovare la giusta collaborazione con il proprietario che nella quotidianità dovrà assistere il suo amato animale nella ripresa corretta di una camminata. Ciò gli permetterà un ritorno alla vita normale ed all’acquisizione di una buona qualità di vita e ad un benessere psicofisico corretto.

Pubblicato sulla rivista PetFamily – SpecialeCura del pelo Prendiamoci cura del mantello del nostro pet in vista dell’autunno. pagina 36.

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